Con
estremo ritardo sono anche io arrivata a fare la “recensione” di quello che è
stato il libro/film più recensito del 2018: “Chiamami col tuo nome” di Andrè
Aciman!
"Tale follia d'amore mi si avvinghiò al cuore e coprì di nebbia la luce degli occhi, mi strappò dal petto l'indifesa ragione."
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mercoledì 13 giugno 2018
venerdì 2 febbraio 2018
#Genmaicha - Sette minuti dopo la mezzanotte
L’altra sera alle 12:30 ero tra le mie lenzuola immersa
nella lettura, quando ad un tratto sento un rumore simile ad un ramo che si
spezza, impaurita mi alzo dal letto vado nel corridoio di casa e…
mercoledì 15 novembre 2017
#Genmaicha - Le nostre anime di notte
La maggior parte delle volte in cui mi capita di andare a
vedere un film tratto da un libro, rimango sempre un po’ delusa ed
immancabilmente mi viene da esclamare: “È molto più bello il libro!”. Riflettendoci
questa frase per qualsiasi lettore è un’ovvietà perché il libro trasmette più
emozioni, il piacere della storia è prolungato dalla lunghezza delle pagine e
poi perché si possono immaginare liberamente le fattezze dei personaggi, i
luoghi, le ambientazioni etc. etc. Tuttavia questa frase alcune volte implica
anche un pregiudizio da parte del lettore il quale per tutta la durata del film
non fa altro che ripeterla perdendo tutto il piacere che deriva dalla visione.
Questo tipo di atteggiamento (lo dico da lettrice accanita) mi infastidisce… io
non sono assolutamente un’esperta cinematografica ma mi è facile comprendere
come in quest’arte visuale non ci sia da tenere in considerazione solo la
storia che viene raccontata. Infatti come nei libri conta la scrittura, la
struttura narrativa, la tecnica dell’autore ed il suo pensiero, allo stesso
modo esistono altri fattori che rendono apprezzabile ed ammirevole un film come
l’interpretazione dei personaggi, le inquadrature, la scelta del set, la
sceneggiatura, le ambientazioni e chissà quanti altri elementi ancora che non
conosco o che non riesco a percepire da semplice spettatrice! Dunque ho deciso
di lanciare una nuova rubrica in cui mi propongo di riuscire a non essere
troppo critica nei confronti di un film tratto da un libro, cercando di trovare
degli aspetti positivi da entrambe le fazioni! L’osteria
del Caffellatte di tanto in tanto organizzerà serate cinefile e giacché si
tenta di unire queste due arti, verrà idealmente servito il tè Genmaicha una
miscela di tè verde e riso tostato che unisce il gusto classico del tè a quello
sfizioso dei pop corn. Non mi resta che cominciare l’impresa!
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