Pezzi da novanta è il nome che ho scelto per la nuova
rubrica di questo blog. Ho intenzione di raccontare dei pezzi grossi o meglio
ancora di quelle personalità storiche o di quei personaggi dei libri che mi
hanno particolarmente colpito. Insomma voglio parlare di quei soggetti che per
delle caratteristiche specifiche, positive o negative che siano, saranno per
sempre marcati a fuoco nella mia memoria; in una sola parola gli
indimenticabili.

Alla fine della mostra c’era ovviamente un’intera sala
dedicata al merchandising e lì ho acquistato una graphic novel intitolata
“FRIDA, operetta amorale a fumetti” di Vanna Vinci. Si tratta del racconto
autobiografico dell’artista la quale istaura un dialogo con la personificazione
della morte. Tra l’altro all’ingresso della mostra al Mudec c’era un filmato
riassuntivo tratto proprio da questo libro.
Dopo la mostra e questa lettura, sono diventata super fan di
Frida Kahlo e sono stata costretta a scegliere proprio lei come primo
personaggio per questa nuova rubrica che mi ronzava da un po’ in testa!
Perché Frida? Perché è innanzitutto una donna! Partita, come
tutte, dalle sue fragilità ed insicurezze, nel corso della sua vita ha saputo
affrontare qualsiasi episodio spiacevole (un incidente che l’ha costretta a
lunghe paralisi, aborti vari, tradimenti, malattie) con forza e straordinaria
vitalità! La Frida adulta è carismatica e sicura di sé a tal punto da acquisire
coraggio sul lato artistico e sviluppare così le sue opere più belle e famose.
Ma la cosa che mi ha entusiasmato di più è il suo pensiero libero, privo di
convenzioni e di inibizioni: Frida vive
la sua vita come meglio crede e non lo nasconde anzi ne fa un vanto e un punto di
forza!
Frida per il suo modo di vivere l’amore… viveva ogni sua
storia nella maniera più totalizzante, anche in questo caso vincendo i
pregiudizi e la paura di essere giudicata. Aperta ad ogni tipo di esperienza
resta, però, sempre fedele al suo unico grande amore per Diego Rivera: una
storia che fa sognare ma che non illude non essendo né distaccata dalla realtà,
né priva dei normali problemi che si ritrova ad affrontare qualsiasi coppia
(fatemi passare il termine normale anche se stiamo parlando di due grandi
artisti con una vita poco ordinaria!).
Frida per le sue opere artistiche… piene di amore,
tristezza, dolore. Trasmettono esattamente ciò che l’artista viveva in un
momento preciso della sua vita. È incredibile come un tratto appena più
marcato, un colore particolarmente acceso o un oggetto/animale inserito in un
contesto anomalo, possano turbarti, intenerirti o ancora commuoverti. Aggiungo
che chiunque abbia il coraggio, rivolgendosi ad un’artista, scrittore, poeta,
di dire la frase: ”Eh, ma quello poi mentre scriveva/dipingeva mica pensava
davvero a tutte quelle cose!” merita, a mio avviso, di essere rinchiuso a vita
in un museo (possibilmente con fantasmi!) per redimere tutti i suoi peccati,
derivanti in parte dalla scuola italiana che non esercita più alla sensibilità
artistica. Perdonate la mia crudeltà ma certi temi mi stanno particolarmente a
cuore!
Comunque
sia, i dipinti di Frida sono davvero carichi di simbolismo perché lei utilizzava
la pittura come modo per evadere da tutti i suoi tormenti e dolori, ma anche per
trasmettere un preciso messaggio ad una singola persona o addirittura ad una
intera classe sociale.
Consiglio questa Graphic Novel per entrare a conoscenza in
maniera più originale della sua vita, o comunque ci sono una marea di libri dedicati
proprio alla sua figura, comprese le raccolte delle sue lettere. Consiglio di
dare uno sguardo, anche solo cercandoli su Google, ai suoi quadri ma anche in
questo caso, facendo un breve giro di libreria, esistono raccolte, anche
economiche, della sua arte. Su Netflix c’è
anche un film biografico che non consiglio perché devo ancora vederlo, ma che
rappresenta una soluzione alternativa alle mie due proposte precedenti.
Buon appuntamento con Frida,
Marty
Ps: ho appena riletto il mio articolo ed è impostato come se
avessi conosciuto Frida dal vivo, anche no purtroppo! Mi giustifico dicendo
che quando un artista mi colpisce particolarmente tendo a parlarne come se
fosse davvero un amico o un membro della mia famiglia, in realtà sono semplicemente
una fangirl sfrenata e ossessionata, ma questo è un problema mio caratteriale e
per stavolta me lo concedo!
Ciao Martina, sono Alexandra, una tua nuova lettrice, complimenti per il blog.
RispondiEliminaMi piace questo articolo e anche la rubrica...molto originale,
Ti aspetto da me La sabbia nella clessidra
Un Bacio, Ale
Ciao Alexandra è un piacere averti tra i miei lettori! Ho visitato il fuo blog e complimenti è davvero bello! Non potevo che diventare una tua iscritta! 😘
RispondiElimina